Per i test dei prodotti outdoor estivi SS26, ambientati nel cuore del Finalese ligure, abbiamo scelto di affidarci a PeakVisor, l’app sviluppata dalla startup italiana Routes Software S.r.l. con oltre un milione di vette censite e un database che cresce ogni giorno.
PeakVisor è stata la app ufficiale di questa tornata di test. Non un dettaglio tecnico, ma una scelta che è diventata un test nel test: una prova collettiva di usabilità, intuitività e robustezza sul campo. Un conto è scaricare una app e guardarla. Un conto è metterla nello zaino di sei tester, ognuno con il suo livello di confidenza tecnologica, e lasciarli camminare per tre giorni tra Sentiero del Pellegrino, Territorio Indiano, Le Manie e i panorami sospesi tra Noli e Varigotti.

Il progetto: una app come membro del team
Nei nostri test di prodotti outdoor il contesto è tutto: sentiero, dislivello, terreno, quota, esposizione, meteo. Senza un quadro preciso dell’ambiente le valutazioni perdono significato. E senza uno strumento affidabile per documentare percorsi e tempi, il racconto del test rimane impressionistico.
PeakVisor risponde a entrambe le esigenze. Da un lato è la celebre app di identificazione delle montagne: punti la fotocamera dello smartphone verso l’orizzonte e l’app sovrappone alle cime nomi e quote in realtà aumentata. Dall’altro è una piattaforma completa di pianificazione, navigazione e tracking GPS, con mappe 3D ad alta precisione, sentieri segnalati, integrazione foto, rifugi, funivie, impianti di risalita e — nel periodo invernale — informazioni dettagliate per scialpinismo e sci di pista.
Per i test SS26 i tester sono stati equipaggiati con la versione Pro dell’app, quella che sblocca tutte le funzionalità avanzate.
Il contesto: Finale Ligure, primavera 2026
Primi di aprile, sole pieno sul mare ligure, vento leggero nelle creste. Finale Ligure offre uno scenario quasi perfetto per i test pre-stagionali: in pochi chilometri si passa dalla quota zero del bagnasciuga ai 400 metri delle creste affacciate sul Mediterraneo, su terreni che vanno dalla roccia carsica alla macchia mediterranea, dai sentieri lastricati ai single-track sabbiosi.
Il Sentiero del Pellegrino collega Noli a Varigotti correndo a mezza costa sopra il mare, sullo sfondo il Bric dei Crovi (386 m) e lo Scoglio dei Saraceni, e una vista spettacolare su Capo Noli (276 m). L’altro grande comprensorio è stato il Territorio Indiano verso Le Manie, con la sua rete capillare di sentieri intrecciati.
La preparazione: la call con Yulia
La sera prima della partenza, ci siamo collegati in videocall con Yulia, referente di PeakVisor, per una sessione di formazione dedicata. Un’ora abbondante a passare in rassegna l’app sezione per sezione: pianificazione, AR, mappe 3D, GPX, mappe offline, GPS tracking.
PeakVisor è ricca, ricchissima di funzioni. Una mezz’ora con qualcuno che te le spiega bene fa la differenza. L’app è in italiano nativo — Routes Software è italiana — e la curva di apprendimento si è rivelata gentile per tutti i tester.
Le valutazioni in azione
Mappare i percorsi: il 3D che fa la differenza
La prima cosa che colpisce è la qualità delle mappe 3D. Il terreno è modellato in tre dimensioni con un dettaglio che, in un’area come Finale Ligure dove le falesie cadono a picco sul mare, fa una differenza enorme. Per chi non era mai stato sul posto, è stata la funzione che più ha aiutato a “leggere” il territorio prima ancora di camminarci sopra.

Seguire i sentieri segnalati
Il Finalese ha una densità di sentieri segnalati altissima. PeakVisor li rappresenta tutti con codici colore (rosso, giallo, bianco) e simboli (rifugi, fonti, punti panoramici) che diventano rapidamente intuitivi. Sul campo, la navigazione e il posizionamento si sono dimostrati precisi e reattivi anche nelle zone con fitta copertura di leccio e pino marittimo.
Léggere il dislivello in tempo reale
Apprezziamo molto il grafico del profilo altimetrico in tempo reale, sempre visibile nella parte inferiore dello schermo durante la registrazione. In una giornata tipo sul Sentiero del Pellegrino la app indicava 1,8 km percorsi, 244 metri di dislivello positivo, 22 di negativo, pendenza media 8°. Numeri confrontati con i nostri orologi GPS e con le tracce ufficiali del CAI: costantemente affidabili.
Le cime intorno: la funzione che incanta
L’identificazione delle vette in realtà aumentata. Sul Bric dei Crovi abbiamo passato venti minuti a girare il telefono come una bussola: Vetta Capo Noli, Monte Maggiorasca, Monte Ramaceto, Monte Zatta di Levante, Monte Gottero. Poi, voltandosi nell’entroterra: Poggio Brea, Monte Pisciavino, Pizzo d’Evigno, Monte Croce.
Ogni etichetta riporta la quota e, toccandola, apre una scheda informativa con prominenza, descrizione, foto. È una funzione che cambia il rapporto con il paesaggio: per i tester che non conoscevano l’Appennino Ligure è stato un colpo di fulmine.

Foto nei percorsi: il diario di test
Una delle funzioni più utili per il nostro lavoro è la possibilità di agganciare foto ai punti del percorso registrato. Mentre cammini, scatti la foto del prodotto in azione e PeakVisor la salva geolocalizzata sul tracciato. Per chi fa il nostro mestiere è oro: ogni test diventa un diario visivo georeferenziato.
Le mappe offline: la salvezza della batteria
PeakVisor offre la funzione mappe offline: scarichi in anticipo l’area del test e in escursione tieni lo smartphone in modalità aereo senza perdere navigazione e identificazione. Il risparmio di batteria è significativo: nella nostra esperienza, dal 30 al 45% in meno di consumo. Non un dettaglio, soprattutto su giornate lunghe o uscite invernali.
Il nostro giudizio finale
Dopo tre giorni intensi, sei tester con profili diversi, due comprensori distinti, decine di chilometri tracciati e centinaia di foto archiviate, PeakVisor ha superato la prova brillantemente. Non solo come strumento individuale, ma come elemento collettivo di squadra.
Ci ha colpito l’equilibrio tra ricchezza di funzioni e leggerezza dell’esperienza utente. PeakVisor è uno strumento profondo, ma non te lo butta tutto addosso al primo avvio. Si lascia usare a livelli diversi: un escursionista occasionale può limitarsi a mappa e identificazione vette ed essere felicissimo; un tester, un alpinista, una guida possono scendere in profondità e tirare fuori uno strumento di lavoro serio.
La grafica è uno dei punti di forza: mappe belle, icone chiare, tipografie leggibili anche in pieno sole. Un’app italiana che non ha nulla da invidiare ai competitor internazionali.
Il nostro giudizio finale: una app che entra di diritto nello zaino digitale di chi vive l’outdoor seriamente. Non un gadget, uno strumento.

Destinazione d’uso, target e consigli pratici
Prodotto ottimale per…
- Escursionisti e trekker che vogliono uno strumento completo per pianificare, navigare e documentare le uscite in tutte le stagioni
- Alpinisti, scialpinisti e sciatori per cartografia 3D dettagliata anche negli sport invernali
- Appassionati di fotografia di paesaggio, grazie al simulatore di luce solare e al photo planning
- Guide alpine certificate, con accesso al Programma Guide Alpine Professionali
- Viaggiatori che vogliono dare un nome alle montagne ovunque nel mondo
Consigliato a…
- Chi cerca un’app italiana completamente localizzata, sviluppata da un team che conosce la montagna
- Chi vuole un solo strumento per pianificazione, navigazione, identificazione e documentazione
- Chi ama l’idea di una realtà aumentata applicata alla montagna, divertente e formativa
- Famiglie e gruppi: la funzione di identificazione vette è perfetta anche per bambini e ragazzi
Non adatto per…
- Chi cerca esclusivamente uno strumento ultra-minimal di navigazione GPS in stile orologio sportivo
- Chi rifiuta a priori l’idea di una sottoscrizione: la versione base è gratuita e funzionale, ma per sbloccare offline e funzioni pro serve la Pro

Tips di utilizzo
- Scarica sempre la mappa offline dell’area prima di partire
- Pianifica a casa, anche solo cinque minuti: vedere il percorso in 3D dal divano cambia il modo in cui si affronta la salita
- Aggancia le foto al percorso durante l’uscita: in pochi secondi crei un diario georeferenziato
- Usa la modalità AR di identificazione vette anche nei posti che conosci: scoprirai relazioni topografiche inedite
- Esporta i tracciati in GPX per averli sempre disponibili anche su altri dispositivi
- Attiva la modalità demo virtuale per imparare le funzioni nelle serate piovose di pianificazione
Manutenzione
- Tieni l’app aggiornata: gli sviluppatori rilasciano novità regolarmente
- Pulisci periodicamente le mappe offline che non utilizzi più
- Sincronizza i percorsi con il tuo profilo web PeakVisor per avere un backup cloud
- In viaggio all’estero, scarica le mappe prima di partire, sfruttando il Wi-Fi di casa o dell’hotel
Specifiche tecniche
- Sviluppatore: Routes Software S.r.l. (Italia)
- Piattaforme: iOS e Android, sito web con mappe hiking, skiing, panorama
- Lingua interfaccia: italiana e altre 12 lingue
- Database montagne: oltre 1,5 milione di vette, in crescita quotidiana
- Mappe: cartografia 3D ad alta precisione, copertura mondiale
- Funzioni principali: identificazione vette in AR, mappe 3D, GPS tracking, pianificazione percorsi, GPX import/export, mappe offline, photo planning, simulatore di luce solare, sentieri segnalati, assistente di emergenza
- Funzioni stagionali: hiking map (estate), ski map (inverno) con impianti, piste e itinerari scialpinismo
- Funzioni dedicate: Programma Guide Alpine Professionali con badge certificato, meteo, rischio valanghe
- Connettività: online con database completo; offline disponibile con abbonamento Pro
- Versione testata: PeakVisor Pro
- Sito ufficiale: peakvisor.com/it
- Scheda azienda su Outdoortest: outdoortest.it/azienda/peakvisor

