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Aaron Durogati firma il nuovo record mondiale di hike-and-fly | DH+ 19.424 m in meno di 24 ore

Salire a piedi e decollare in parapendio per quasi 24 ore consecutive: un record preparato e studiato nei dettagli a partire dalla scelta del monte Slogen in Norvegia

Scritto il
da Luca Tessore

Aaron Durogati, scalando una linea direttissima e volando con attrezzatura preparata ad hoc per l’evento è riuscito ad accumulare 19.424 metri di dislivello positivo: l’equivalente di oltre due volte l’altitudine dell’Everest (8.848,86 m), e tutto in meno di un giorno. Un risultato che ridefinisce il record mondiale della disciplina, battuto di 1.890 metri.

Aaron Durogati durante il record mondiale di Hike-and-Fly delle 24 ore di Red Bull a Oye, in Norvegia, l’8 giugno 2026. // Daniele Molineris / Red Bull Content Pool

Un po’ di numeri

Il cronometro si è fermato a 23 ore, 42 minuti e 32 secondi, appena sotto il limite delle 24 ore. In quel tempo Durogati ha messo insieme 18 salite sullo stesso versante, ognuna da circa 1.080 metri di dislivello, a una media di 900 metri all’ora. Delle quasi 24 ore, oltre 21 le ha trascorse in salita: i voli verso valle, fulminei, hanno “pesato” in totale poco più di un’ora.

L’hike-and-fly è una delle discipline più complete e dure degli sport di montagna, e la sfida sullo Slogen ne è la versione più estrema: accumulare il maggior dislivello possibile in 24 ore, salendo a piedi e tornando a valle in parapendio.

Aaron Durogati decolla con il suo parapendio durante il Record Mondiale delle 24 ore di Hike-and-Fly targato Red Bull a Oye, in Norvegia, l’8 giugno 2026// Daniele Molineris / Red Bull Content Pool

I record precedenti

  • 2014_Florian Ebenbichler: la “prima pietra” l’aveva posata nel 2014 l’austriaco, con 8.860 metri verticali in un giorno usando una vela ultraleggera;
  • 2024_Tanguy Renaud-Goudil: il primato è poi salito fino ai 17.534 metri firmati nel 2024, pilota e atleta di endurance della Red Bull X-Alps.

Un’impresa così non si improvvisa_i dettagli necessari

Per riuscirci servono il controllo del vento, la gestione dei voli quando la luce cala, un’alimentazione pianificata nel dettaglio e attrezzatura ridotta all’osso. Per questo la scelta è caduta su una località nordica: in Norvegia, a inizio giugno, la luce non se ne va mai del tutto, e le 24 ore di chiarore riducono i rischi e fanno guadagnare tempo prezioso.

Aaron Durogati
Aaron Durogati all’atterraggio finale durante il Record Mondiale delle 24 ore di Hike-and-Fly targato Red Bull a Oye, in Norvegia, l’8 giugno 2026// Daniele Molineris / Red Bull Content Pool

La scelta strategica del monte Slogen

Il tracciato è quello del chilometro verticale che Kilian Jornet, il “GOAT” dell’endurance di montagna, scelse per il suo tentativo di record: 2,57 km che si alzano quasi dal livello del mare, dritti dal fiordo, per circa 1.080 metri di dislivello a salita. Una linea ripidissima, perfetta da ripetere lap dopo lap. Su questa salita Aaron ha ripetuto la sequenza essenziale dell’hike-and-fly, piedi, decollo, volo, e di nuovo all’attacco della montagna, toccando in volo punte di 86 km/h e coprendo complessivamente 103 chilometri tra cammino e parapendio.

Aaron Durogati una sfida di resistenza e dettagli che fanno la differenza

I momenti più duri sono arrivati prima di quanto si possa immaginare:

Ho avuto un paio di momenti complicati: già dopo 4.000-5.000 metri di dislivello ero davvero stanco, soprattutto pensando alle 20 ore che avevo ancora davanti”, racconta Aaron Durogati. “Ma ho cercato di restare concentrato su ogni lap, su ogni passo. Ho provato a dividere la salita in tanti piccoli pezzi e a essere preciso, efficiente e veloce in volo. E’ stata particolarmente dura di notte, quando è calato il buio e c’è stato qualche rovescio di pioggia…. però avevo un supporto fantastico che mi ha tenuto motivato fino alla fine.

Dietro al risultato c’è un lavoro maniacale sui dettagli, il record si è giocato sul filo dei secondi:

È stato l’insieme di tutto. Ho lavorato tantissimo sulla forza e sulla preparazione fisica, ho modificato i parapendii appositamente per questo progetto, usando zaini e imbraghi speciali”, spiega Durogati. “Sapevo che, su ogni giro, riuscendo a guadagnare 10 secondi qua e là, avrei recuperato un minuto, un minuto e mezzo…moltiplicato per 18 giri, sarebbe stato quello a fare la differenza tra avere o non avere un record del mondo. Per questo ero così motivato a essere il più efficiente possibile.

Aaron Durogati
Aaron Durogati posa per un ritratto durante il Record Mondiale delle 24 ore di Hike-and-Fly targato Red Bull a Oye, in Norvegia, l’8 giugno 2026.// Daniele Molineris / Red Bull Content Pool

Chi è Aaron Durogati

Classe 1986, nativo di Merano, Aaron Durogati è cresciuto tra le montagne e ha costruito la sua carriera passando da una disciplina all’altra: parapendio, alpinismo, sci, speed riding, adventure racing.

Due volte campione del mondo di parapendio e vincitore della Red Bull X-Alps 2025, la gara a tappe di hike-and-fly più dura del mondo, considerata il banco di prova definitivo della disciplina, conosce la montagna da ogni angolazione. E raramente sceglie di affrontarla dalla via più facile.

Il record sullo Slogen è stato inseguito a lungo:

È una sensazione incredibile, perché è stato un progetto di lungo respiro. Il mio programma di gare è intenso, e per portare a casa il primato mi sono serviti circa tre quarti di un anno… oltre al tempo necessario per trovare il posto giusto e mettere insieme una buona squadra”, conclude Aaron. “Era qualcosa che mancava nella mia carriera: quest’anno ho trovato la motivazione, il luogo e il momento. Nelle ultime 24 ore tutto si è incastrato, e ce l’ho fatta.

Allo scadere del tempo, Aaron ha ripiegato la sua vela con un nuovo record mondiale acquisito e una nuova domanda già aperta: fin dove può arrivare, davvero, l’hike-and-fly?

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