Un esoscheletro per il ginocchio che lavora dove serve di più: spinge in salita e soprattutto frena in discesa, togliendo lavoro al quadricipite e carico alla rotula. Dopo quattro settimane e tra i 50 e i 60 km sui sentieri liguri e prealpini, con ginocchia usurate e sensibili, le discese sono diventate molto più sopportabili. Vestizione laboriosa solo la prima volta, autonomia oltre il dichiarato, app chiara ma ancora povera di dati.
Testato da:
il 18/10/2026 a Finale Ligure outdoor resort | Pubblicato il: 8 Novembre 2026 | Ultima modifica: 8 Novembre 2026
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Peso
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680 g per gamba |
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Potenza
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900 W di picco |
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Livello di supporto
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aumento della potenza muscolare fino al 50% |
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Autonomia dichiarata con assistenza elettrica
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fino a 15 km per batteria |
Ho iniziato questo test del Boostsuit Z1 di DNSYS, in un momento particolare. Una caduta mi aveva lasciato il ginocchio sinistro dolente e per una settimana quasi bloccato. Ero indeciso se rinunciare alle mie camminate del fine settimana, poi mi sono detto che era proprio il momento giusto per provare un esoscheletro per il ginocchio. Da lì sono partite quattro settimane di uscite, due a settimana, tra Noli, sulla costa ligure, e l'Alpe del Viceré con la Capanna Mara, sopra Como, per un totale tra i 50 e i 60 km.
Premessa doverosa: ho le ginocchia danneggiate da anni, peso circa 78 kg e amo fare fatica. In salita me la cavo, è in discesa che pago il conto. Ho voluto prolungare il test su più sedute proprio per capire bene cosa succede usando questo strumento, al di là dell'effetto sorpresa delle prime uscite.
Ogni gamba ha un motore all'altezza del ginocchio e due bracci: uno si appoggia dietro la coscia, sotto il gluteo, l'altro sul polpaccio. Il motore del Boostsuit Z1 genera una coppia di estensione e la scarica su questi due punti, facendo in pratica lo stesso lavoro del quadricipite. Se una parte della spinta la mette il motore, il quadricipite tira meno sul tendine rotuleo e la rotula comprime meno sul femore: è proprio quella compressione la fonte del dolore nelle ginocchia malandate. Il peso del corpo passa comunque dall'articolazione, quindi lo Z1 alleggerisce soprattutto il carico sulla rotula.

La prima uscita con il Boostsuit Z1 richiede attenzione e qualche prova: posizionare i moduli, trovare la giusta tensione degli strap, collegare i cavi laterali alla cintura, inserire la batteria e fare la calibrazione, che si esegue a gambe leggermente piegate ed è molto intuitiva. Dalla seconda volta è tutto più semplice, soprattutto se si prendono riferimenti visivi su dove chiudere il velcro. Una volta regolato, lo Z1 non scende e non sale, e non ho mai dovuto sistemarlo durante il cammino.


In salita, sui gradini e sulle scale, l'aiuto è immediato. In modalità Sport si sente la spinta dietro la coscia e sul polpaccio proprio nella fase iniziale del passo, quando il quadricipite dovrebbe fare il massimo sforzo. L'app lo conferma: sui tratti più ripidi l'indicatore di potenza arriva a 9 tacche su 10. Boost e Boost+ spingono di più ma impongono passi corti e frequenti, quasi una corsetta; io preferisco Sport, che lascia il passo lungo e solleva il bacino in modo naturale. Alla fine di uscite di tre o quattro ore mi sono sentito più fresco del solito.
In discesa lo Z1 ha cambiato le mie uscite. Ho provato in Transparent per sentire il carico pieno, poi Eco, con una trattenuta lieve ma percepibile tra polpaccio e coscia, e Sport quando la pendenza diventava importante. Su discese ripide e accidentate, saltando da un sasso all'altro con il ginocchio molto flesso, situazioni che conosco bene e che di solito sono dolorose, ho sofferto molto meno: si sente il motore che trattiene e assorbe parte dell'impatto. Boost e Boost+ in discesa non mi hanno dato benefici in più, Sport copre la gran parte delle situazioni. Un dettaglio: in discesa l'indicatore di potenza dell'app resta a zero, anche se il freno si sente chiaramente.
Con il sostegno dietro la coscia tendo a tenere il busto più eretto. Le gambe lavorano meglio, ma il peso arretra verso il tallone: su ripido con ghiaietto o sassi mobili può diventare un rischio di scivolata, perché la tenuta nasce da un avampiede ben caricato. Su terreno scivoloso conviene tornare a flettere il busto in avanti, anche con l'esoscheletro.
Sono partito con il ginocchio sinistro dolente. Alla fine delle uscite restava un po' di fastidio, ma il ginocchio non si è mai gonfiato e non ho mai dovuto mettere il ghiaccio, cosa che dopo una bella camminata senza esoscheletro mi capita da anni. Non è una prova clinica e lo Z1 non è un dispositivo medico, come precisa anche l'azienda, ma conosco bene il mio ginocchio e per i miei 50-60 km di test la prova è ampiamente superata.
Ho sopportato molto meglio discese che conosco bene e che di solito sono dolorose.
Si impara presto a dialogare con le modalità, anche per far durare la batteria: Sport o Boost sulle scale e sul ripido in salita, Eco a media pendenza, Transparent in falsopiano, Eco nelle discese uniformi e Sport in quelle ripide. Si cambia con i tasti + e − sui moduli o dall'app.


L'azienda dichiara 15 km per batteria, specificando che il valore dipende da terreno e modalità. Con una carica ho coperto due uscite, circa 18-19 km e 400 m di dislivello positivo, usando tutte le modalità. Sul percorso più ripido di Noli, 7 km con 347 m di dislivello, il consumo è salito a circa 60 punti: a quel ritmo una carica vale una dozzina di chilometri. La percentuale cala sotto sforzo e risale quando si riduce l'assistenza, e sotto il 20% la scarica accelera.
Il comfort resta stabile per tutta l'uscita, senza sfregamenti degli strap e con sudore nella norma. Due cose da sapere: le tasche dei pantaloni non sono più utilizzabili, quindi telefono e portafoglio vanno nello zaino, e il rumore dei motori si sente, lo notano i passanti e anche i cani. A me non dà fastidio, ma ridurlo sarebbe un bel passo avanti.
La nuova app BoostSuit, arrivata durante il test, è molto più chiara e intuitiva della precedente: mostra passi, velocità, potenza erogata, batteria e modalità, permette di assistere un solo lato, di avviare una diagnosi con un minuto di camminata e di vedere in tempo reale la flessione di ciascun ginocchio. Chi lo usa per allenarsi o per seguire un recupero troverà però pochi dati: mancano storico delle uscite, forza erogata per lato, salita e discesa separate ed esportazione, e il contapassi registra circa metà dei passi di iPhone e Apple Watch.
Un timore che mi sono posto è che abituarsi all'esoscheletro possa indebolire la muscolatura. La risposta, secondo me, è un uso selettivo: poca assistenza in salita, dove il ginocchio soffre meno e si allenano forza e fiato, assistenza piena in discesa, dove la rotula paga davvero, con qualche giro di controllo senza esoscheletro.
Per trekking, hiking e fast hiking il giudizio è molto positivo. Il lavoro sul ginocchio si sente in modo evidente, sia in spinta sia in protezione, ed è esattamente la sua funzione. È uno strumento che ho usato a lungo e che continuerò a usare, perché il beneficio è immediato. Il prossimo passo sarà provarlo sugli sci, uno degli usi previsti dall'azienda: sono molto curioso di vedere come si comporta.

Lo Z1 è pensato per chi va in montagna e vuole proteggere le ginocchia senza rinunciare alla fatica, soprattutto nelle lunghe discese su sentieri ripidi e accidentati. Lavora sia in salita sia in discesa, e permette di dosare l'aiuto in base alla pendenza.
Ideale per: escursionisti che soffrono le lunghe discese e vogliono continuare a frequentare sentieri ripidi e accidentati.
Consigliato a: escursionisti con dolore femoro-rotuleo o artrosi lieve o moderata, sentito il medico; chi rientra in montagna dopo un periodo di stop; escursionisti esperti che vogliono allungare le uscite.
Non adatto per: chi ha lesioni acute, instabilità legamentosa o è nel post-operatorio senza il via libera del medico; chi cerca solo più velocità in salita; chi vuole un dispositivo silenzioso.
| Marca | DNSYS |
| Modello: | Boostsuit Z1 |
| Attività: | Escursionismo |
| Anno: | 2027 |
| Prezzo: | 1164.95 € |
Esoscheletro per il ginocchio che assiste la camminata in salita e in discesa, pensato per escursionismo e lunghe camminate. Ogni modulo ha un motore al ginocchio e due bracci che scaricano la forza dietro la coscia e sul polpaccio.
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