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Arrampicata in fessura: tecniche, errori comuni e consigli per migliorare

Cos'è l'arrampicata in fessura? Scopri tecniche, errori da evitare e consigli per migliorare nel crack climbing.

Andrè de Biasi Scritto il
da Andrè De Biasi

L’arrampicata in fessura è una delle specialità più tecniche della scalata su roccia. A differenza dell’arrampicata sportiva, dove si procede sfruttando prese e appoggi, nel crack climbing è la fessura stessa a diventare il punto di appoggio. Mani, piedi e, in alcuni casi, anche altre parti del corpo vengono incastrati nella roccia per creare attrito e avanzare in sicurezza.

Questa tecnica ha reso famose pareti di granito come quelle dello Yosemite, negli Stati Uniti, considerato da molti la culla del crack climbing. Anche in Italia, però, non mancano le falesie dove mettersi alla prova, come Cadarese, in Val d’Ossola, o la Valle dell’Orco, due località molto conosciute dagli appassionati. Le prime volte gli incastri possono sembrare poco naturali, ma con un po’ di pratica diventano sempre più efficaci e permettono di affrontare vie che richiedono tecnica, precisione e controllo del corpo.

arrampicata in fessura
Progressione in fessura incastrando mani e piede (foto Brook Anderson)

 

Cos’è l’arrampicata in fessura

L’arrampicata in fessura, conosciuta anche con il termine inglese crack climbing, è una tecnica della scalata che consiste nel risalire spaccature naturali della roccia sfruttando gli incastri invece delle prese tradizionali. Si sviluppa soprattutto su pareti di granito, ma si trova anche su calcare, arenaria e altre tipologie di roccia. Nasce negli Stati Uniti tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’70, sulle grandi pareti dello Yosemite, dove si affinano le tecniche di incastro che ancora oggi caratterizzano questa disciplina.

Qui il rapporto con la roccia cambia completamente: non si “afferra” la parete, ma ci si inserisce dentro. Mani e piedi vengono ruotati e bloccati nelle fessure per creare attrito e sostenere il peso del corpo. Le fessure non sono tutte uguali e la loro larghezza cambia completamente il tipo di movimento richiesto. Si passa dalle finger crack, dove trovano spazio solo le dita, alle hand crack, in cui entra l’intera mano. Quando lo spazio aumenta ancora si arriva alle fist crack, che richiedono l’utilizzo del pugno. Oltre questa misura si entra nelle offwidth, le più impegnative, dove non basta più un singolo incastro ma è necessario coinvolgere anche braccia e corpo per progredire. È proprio questa varietà a rendere il crack climbing una delle forme più complete e tecniche dell’arrampicata.

Tecniche di arrampicata in fessura: come utilizzare mani, piedi e corpo

La tecnica è ciò che permette di affrontare una fessura in modo efficace. Un incastro ben eseguito consente di scaricare il peso sullo scheletro e sull’attrito della roccia, riducendo il lavoro delle braccia e degli avambracci. Per questo motivo molti climber, dopo le prime esperienze, si rendono conto che una via in fessura può risultare meno faticosa del previsto, a patto di saper utilizzare correttamente gli incastri.

arrampicata in fessura
Tecniche di arrampicata in fessura

 

Hand jam, finger jam e gli incastri delle mani

Tra gli incastri più utilizzati c’è l’hand jam. La mano viene inserita lateralmente nella fessura e ruotata fino a creare una pressione tra il palmo e il dorso. Quando il movimento è corretto, l’incastro risulta stabile al punto da permettere anche un breve rilassamento delle dita durante la progressione.

Quando la fessura si restringe entra in gioco il finger jam, una tecnica che richiede maggiore precisione. Le dita vengono inserite nella roccia e leggermente ruotate per creare attrito. È un movimento meno intuitivo e spesso più impegnativo, ma diventa indispensabile quando lo spazio non consente l’utilizzo dell’intera mano.

All’inizio è normale cercare di stringere la roccia con forza, come si farebbe su una presa tradizionale. Con il tempo però si scopre che negli incastri accade l’opposto: più il gesto è preciso, meno forza serve per mantenerlo.

Il ruolo dei piedi e della posizione del corpo

Se c’è un aspetto che i principianti tendono a sottovalutare è il lavoro dei piedi. Eppure sono proprio loro a sostenere gran parte del peso durante la salita. Il foot jam consiste nell’inserire la punta della scarpetta nella fessura e ruotarla leggermente fino a bloccarla. Un incastro ben eseguito permette di spingere con le gambe invece di tirare continuamente con le braccia, rendendo i movimenti molto più efficienti.

Anche la posizione del corpo cambia rispetto all’arrampicata sportiva. Il bacino viene spesso ruotato, una spalla si avvicina alla parete e il baricentro resta il più possibile allineato alla fessura. Nelle aperture più larghe entrano in gioco anche ginocchia, fianchi e spalle, utilizzati come ulteriori punti di appoggio. Osservando un climber esperto, i movimenti risultano fluidi e poco dispendiosi: non è una questione di forza, ma di equilibrio e distribuzione del peso.

Gli errori più comuni nell’arrampicata in fessura

Chi si avvicina al crack climbing commette spesso gli stessi errori, soprattutto se arriva dall’arrampicata sportiva. Il più frequente è cercare continuamente delle prese da afferrare, ignorando il potenziale degli incastri. Questo porta a utilizzare eccessivamente le braccia, con il risultato di affaticarsi molto più velocemente.

Un altro errore riguarda i piedi. Molti climber si concentrano quasi esclusivamente sulle mani  dimenticando di sfruttare i foot jam, che invece rappresentano uno degli elementi chiave della progressione. Più il peso viene distribuito sulle gambe, meno le braccia saranno costrette a lavorare.

Anche la fretta gioca spesso brutti scherzi. Ogni incastro richiede qualche istante per essere verificato prima di trasferirvi completamente il peso del corpo. Procedere troppo velocemente aumenta il rischio di perdere equilibrio e consumare energie inutilmente.

Infine c’è un aspetto puramente mentale: fidarsi degli incastri. Le prime esperienze possono essere poco piacevoli, soprattutto per le abrasioni sulle mani o la sensazione di instabilità. Con un po’ di pratica, però, si sviluppa una sensibilità che permette di riconoscere immediatamente quando un incastro è sicuro e quando è meglio cercarne uno diverso.

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Guanti specifici per scalare in fessura (foto Patrick Hendry)

 

Come migliorare nel crack climbing

Come accade per molte discipline tecniche, anche nell’arrampicata in fessura il modo migliore per migliorare passa dall’esperienza sul campo. Ripetere gli stessi tiri aiuta a memorizzare i movimenti e a capire quali incastri risultano più efficaci, riducendo con il tempo il ricorso alla forza.

Negli ultimi anni sono aumentate le palestre che ospitano strutture dedicate al crack climbing. Allenarsi indoor permette di concentrarsi esclusivamente sulla tecnica, senza le variabili dell’ambiente naturale.

Un altro aspetto utile riguarda la mobilità e la stabilità del core. Una buona mobilità delle anche facilita il posizionamento del corpo nelle fessure, mentre un tronco stabile aiuta a mantenere l’equilibrio durante gli incastri.

Per proteggere le mani dalle abrasioni molti climber utilizzano guanti specifici oppure i cosiddetti tape gloves, fasciature in nastro adesivo che coprono il dorso della mano lasciando libere le dita. Non migliorano la tecnica, ma permettono di allungare le sessioni e affrontare i primi allenamenti con maggiore comfort.

Scarpette, friend e nut nel crack climbing

Sebbene la tecnica resti l’elemento centrale, anche l’attrezzatura gioca un ruolo importante nel rendere l’arrampicata in fessura più efficace e confortevole. Le scarpette devono garantire un buon equilibrio tra precisione e comodità, evitando modelli troppo aggressivi che possono risultare scomodi durante i lunghi incastri. Per chi pratica arrampicata tradizionale, diventa fondamentale saper utilizzare friend e nut, protezioni veloci che trovano proprio nelle fessure il loro terreno ideale. Una corretta posizionatura non aumenta solo la sicurezza, ma permette anche di affrontare la salita con maggiore fluidità e autonomia.

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Esempio di inserimento friend in fessura (foto Chaewool Kim)

L’arrampicata in fessura richiede un approccio diverso rispetto alle altre specialità della scalata, ed è proprio questo a renderla interessante. Ogni fessura ha forme e dimensioni diverse e costringe ad adattare continuamente tecnica e movimenti. All’inizio gli incastri possono sembrare poco intuitivi, ma con il tempo diventano gesti naturali. Imparare a leggere la roccia e a distribuire correttamente il peso permette di affrontare itinerari sempre più complessi e di ampliare il proprio bagaglio tecnico. Che si tratti di una via trad, di una grande parete o semplicemente della curiosità di provare qualcosa di nuovo, il crack climbing è una di quelle tecniche che prima o poi torna utile.

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