Una partnership tra racconto social e validazione tecnica
C’è un momento, ogni anno, in cui le passioni si incontrano e nasce qualcosa che nessuno dei due avrebbe costruito da solo. La nostra sessione di test a Cervinia è esattamente questo: l’incrocio tra chi vive la montagna come palcoscenico quotidiano e chi la racconta mettendoci sopra un metodo. Da una parte Outdoortest.it, che a Cervinia cercava le condizioni giuste per portare avanti i suoi test sul campo. Dall’altra ZioMaxCervinia — Max Gorret, anima della pagina Instagram dedicata ai suoi noleggi Nol Ski e Cervinia 2001 — molto attivo sui social, con contenuti vivaci e seguitissimi, ma a volte giudicati poco tecnici.

Da qui la convergenza, semplice e diretta nel suo vantaggio reciproco. ZioMax ci ha aperto Cervinia: ospitalità e skipass, la possibilità concreta di lavorare. Noi portiamo ciò che sappiamo fare meglio — l’analisi tecnica dei prodotti dal punto di vista di chi li usa davvero — e con interviste e azioni a sfondo tecnico offriamo una base solida di validazione ai suoi contenuti. Non è una sponsorizzazione: è una contaminazione. Due linguaggi diversi che, messi nello stesso campo, si rinforzano a vicenda.

Due giornate di test a Cervinia: dalla nevicata al sole del Bontadini
Giorno 1: scialpinismo e trekking invernale a Cieloalto
Il primo giorno di test a Cervinia ci ha messo subito alla prova. Forte nevicata notturna, impianti chiusi per vento: la classica situazione in cui una sessione test salta. Non la nostra. Abbiamo spostato il baricentro del lavoro in zona Cieloalto, riconvertendo la giornata sui materiali outdoor da scialpinismo e trekking invernale — proprio quelli che pretendono neve fresca e condizioni vere per dire qualcosa di sensato. Giornata recuperata in pieno, vento compreso, con servizio fotografico e riprese video dedicate ai contenuti UGC su ogni prodotto. Più in basso, sotto Cervinia, la stagione era già un’altra: lì Sophie ha testato la calzatura da trail running SCARPA Spin Ultra 2, in pieno contesto primaverile. Un bel contrappunto — mentre in quota si lavorava sull’inverno, poche centinaia di metri sotto era già tempo di corsa sui sentieri.

Giorno 2: 20 test sulla neve fresca del Bontadini
Il secondo giorno, il rovescio della medaglia: sole splendido, temperatura invernale piena e 20 cm di fresca sulle piste del Bontadini, base test a quota 2700. Cinque ore di lavoro serrato, ininterrotto, per portare a casa 20 test fatti bene — con foto e filmati. Un ufficio a cielo aperto al cospetto del Cervino, quel “sasso” magico rivestito di neve nuova, lì apposta per noi. Per la cronaca: la 59ª edizione dei test Outdoortest.it. Un bel traguardo, e Cervinia se l’è meritata.
ZioMax intervista Outdoortest.it : BOA, sci all-mountain e Never Ending Season
Il sistema BOA negli scarponi da sci: pro, limiti e la soluzione RYF
Max: Si parla tanto di BOA. È davvero così rivoluzionario? Lo chiediamo agli esperti: “(alfredo)… ma sì, è rivoluzionario per davvero. Ha permesso di avere chiusure rapide sia dello scafo sia del gambetto. Però ha presentato anche due problematiche concrete, di cui vale la pena parlare. La prima riguarda la capacità di riprodurre, ogni volta che richiudi lo scafo, la stessa tensione che avevi a inizio giornata. Non è facile: hai poche indicazioni, devi lavorare molto in chiusura, e a volte arrivi al livello giusto, altre volte no. Per lo sciatore esperto, che vuole sempre la stessa identica sensazione di chiusura sul piede, questo è un problema.

E come sempre c’è chi prova a fare un passo avanti. E lo ha fatto un produttore italiano, con una piccola leva che si chiama RYF, ed è geniale. Cosa succede? Al mattino completiamo la chiusura del BOA come vogliamo noi, con la sensazione precisa che cerchiamo, e la lasciamo così per tutta la giornata. Ogni volta che vogliamo allentare la pressione non dobbiamo far altro che agire su questa leva: lei mantiene la memoria del serraggio, la richiudiamo e torniamo esattamente nella condizione ideale. Senza rifare ogni volta la rotazione del dial. Il secondo problema riguarda la fatica di chiudere la ghiera BOA sullo scafo: serve molta forza, molta torsione. Persone di una certa età, o con meno forza nelle mani, con i guanti e soprattutto al freddo fanno fatica a trovare la chiusura giusta. Alcune case, dalla prossima stagione, elimineranno il sistema sullo scafo lasciando i ganci tradizionali, e terranno il BOA solo sul gambetto, dove si aziona in modo molto più agevole”.

Sci all-mountain: cosa sono davvero e a chi servono
Max: “All-mountain” è una parola che si sente ovunque. Ma cosa significa davvero? “(Alfredo). Significa uno sci che non ti obbliga a scegliere. Il nome lo conoscono tutti, le caratteristiche e la destinazione d’uso quasi nessuno — ed è un problema, perché a noleggio l’utente rischia di chiedere il prodotto sbagliato per le condizioni che troverà davvero sulla neve. Un all-mountain non è un attrezzo da gara addomesticato: è pensato per chi alterna pista battuta e fuoripista leggero, neve perfetta e neve trasformata. Fare chiarezza su questo serve a chi ci segue tanto quanto a chi sta dietro al banco del noleggio”.

La Never Ending Season di Cervinia
Max: A Cervinia si scia in tutte le stagioni. Cosa cambia? La Never Ending Season è un’opportunità che pochi sfruttano per quello che vale. Qui gli impianti non chiudono più a fine inverno: la stagione prosegue senza soluzione di continuità, e con lei la possibilità di tornare a tracciare belle curve quando si vuole. Per chi ama lo sci è una libertà, per chi testa materiali come noi è un laboratorio aperto tutto l’anno.

Il giudizio d’insieme sui materiali invernali testati
Le valutazioni di dettaglio prodotto per prodotto arriveranno a ottobre, con le schede complete dei test inverno 26/27. Qui ci limitiamo a un giudizio globale, quello che si forma dopo due giornate con le mani e i piedi sui materiali: ottimi prodotti, come sempre, frutto di molta ricerca, cura dei particolari e funzioni studiate per chi i prodotti in montagna li usa davvero, non per chi li guarda in vetrina.

Sul fronte scarponi da pista la direzione è chiara: quasi tutti puntano al comfort. Anche i modelli orientati al racing cercano di ingentilire il prodotto e di risolvere i punti più critici: l’accesso allo scarpone e l’estrazione del piede a fine giornata, con plastiche ammorbidite e differenziate. Altre innovazioni vere, a dire il vero, non se ne vedono: per il resto siamo nel territorio dei ritocchi estetici. In questo quadro spicca però lo scarpone Kästle K130 P con BOA abbinato al geniale sistema RYF: una leva di chiusura intermedia che permette di sbloccare la tensione caricata a inizio giornata e rigenerarla all’istante, senza dover ripetere ogni volta la rotazione del dial. È la risposta esatta al problema che utenti, noleggiatori e negozianti segnalano di continuo.

Discorso analogo, ancora più marcato, per gli sci: ammodernati, nuove cosmetiche, ma soluzioni consolidate e conservative. Sempre ottimi prodotti, perlopiù votati alla pista ben battuta. Gli spunti di apertura maggiore arrivano dai marchi meno diffusi, seppur storici — Elan e Kästle — le cui proposte all-mountain hanno convinto ed entusiasmato i tester. Sull’abbigliamento si trovano invece gli spunti più freschi: tessuti performanti e lavorazioni innovative per Tecsosport, vestibilità, look e funzionalità ai vertici per Vaude, soluzioni di taglio e finiture innovative al femminile per Cimalp. La vera novità della sessione resta però il crossover SCARPA F1-RS: scarpone da scialpinismo che vede l’heritage F1, campione di leggerezza in salita, sposato alle performance in discesa della linea RS. Ottimi risultati — Pietro lo ha messo alla prova risalendo più volte dalla base della seggiovia (2700) alla cima e al rifugio Bontadini (3100). Il kit skialp si completa con lo zaino airbag ARVA, il più leggero sul mercato, l’artva ARVA EVO BT e l’intimo più softshell Devold. A chiudere, le maschere BigWave per pista e fuoripista — versatili e con una superdotazione di lenti — e la dotazione outdoor invernale firmata Fjällräven (piumino e zaino) con scarpone Hanwag: efficace, essenziale, pronta all’uso.

Conclusione e prossimo appuntamento a Cervinia
Cinque ore serrate a quota 2700, venti test portati a casa, una giornata recuperata contro vento e impianti chiusi: la 59ª edizione dei test Outdoortest.it è stata una bella sfida, di quelle a cui siamo abituati. Ma più dei numeri conta il modello: due mondi diversi — il racconto social di ZioMax e il metodo tecnico di Outdoortest.it — che messi nello stesso campo si sono rinforzati a vicenda. La contaminazione funziona. Il grazie va a Max Gorret per averci aperto Cervinia con ospitalità e skipass, e averci permesso di lavorare al meglio. Il “miglior lavoro del mondo”, in un ufficio a cielo aperto al cospetto del Cervino, quel “sasso” magico rivestito di neve nuova, lì apposta per noi. L’appuntamento è già fissato: torniamo a Cervinia il prossimo ottobre per chiudere, con un’altra trentina di prodotti, i test inverno 26/27. Risultati sul sito e sui canali social a partire da ottobre. Fuori inizia l’estate, fa caldo — ma noi pensiamo già alla neve, e non vediamo l’ora. Seguiteci.

