Il whiteout è una delle condizioni più beffarde della montagna innevata che può far cadere nel panico anche l’escursionista più esperto. Ecco perché è importante conoscerne le insidie per poter gestire al meglio la situazione e non essere colti impreparati.
Il fenomeno del White Out in montagna
Perché si verifichi il fenomeno del whiteout ci devono essere due condizioni:
- una superficie uniforme come: distesa d’acqua, deserto o neve al suolo;
- nebbia o tormenta di neve/tempesta di sabbia
In montagna possiamo ritrovarci nel whiteout sopra il limite del bosco quando è presente neve o su ghiacciaio tutto l’anno. Il fenomeno non è da confondere con la semplice nebbia. Il whiteout è causato dalla presenza di nuvole basse e uniformi che diffondono la luce in tutte le direzioni annullando le ombre. Il manto nevoso uniforme a sua volta riflette la luce restituendo un paesaggio completamente bianco, senza orizzonte. Gli oggetti, come alberi isolati o rocce nude, possono essere individuati e tornano utili per orientarsi.

Come il corpo risponde al white out
Il white out rende il paesaggio completamente uniforme a tal punto che i sensi iniziano a vacillare. Il pendio non appare più tridimensionale, la pendenza e le asperità non sono percepibili. Se siete in alta montagna, oltre il limite del bosco, la situazione sarà particolarmente ostile, non ci saranno punti di riferimento e per tornare a casa dovrete essere davvero prudenti e uniti con il resto del gruppo. Molte persone quando si trovano nel white out soffrono di giramenti di testa, nausea e persino vertigini. La mancanza di punti di riferimento visivi contrasta con gli altri sensi, (orecchio interno e propriocezione) così il conflitto può generare malessere. Se siete con gli sci vi potrà capitare di cadere a causa dei giramenti di testa, come fosse una sorta di ubriacatura. Questo disorienta e rende difficile la progressione. Per andare avanti concentratevi sulle punte degli sci o il vostro compagno davanti a voi, non sempre funziona ma smorza un po’ gli effetti negativi.

I pericoli del white out
Oltre a rallentare il rientro a casa, il white out ci espone a tutti quei pericoli che siamo abitualmente abituati a gestire con la vista analizzando il terreno:
- valanghe recenti;
- crepe nel manto nevoso;
- accumuli da vento;
- crepacci;
- cornici;
- salti di roccia.
Per questo, se ci ritroviamo circondati nel white out è consigliabile tornare indietro, cercando di rimanere sulla traccia di salita. Gli orologi GPS di ultima generazione di fascia alta hanno una stupenda funzionalità, “torna a casa” o “Back to Start/TracBack”, molto utile proprio in questa situazione. In questo modo non dovrete fare altro che seguire il navigatore del vostro GPS selezionando l’opzione “TracBack”, facendo comunque attenzione alla traccia (errori possono sempre verificarsi) e assicurandovi di non scegliere “Straight Line” (rientro su linea retta).
Come affrontare il white out senza moderna strumentazione
Per prima cosa fermarsi e raggruppare tutti i compagni è fondamentale per non lasciare indietro nessuno. A questo punto il jolly è avere cartina e bussola e se si conosce il punto in cui siamo sulla mappa rientrare orientandosi con la bussola, cercando di arrivare a piccoli tratti in punti noti e facilmente distinguibili. Questo non è per niente facile però. Come ultima chance prima di chiamare i soccorsi si può tentare il rientro sulla traccia di salita. In questa situazione è richiesta una sciata molto controllata, per non perdere la linea.

Quando ti accorgi che sei in mezzo al whiteout se possibile tornare indietro è la cosa migliore, abbassandoti di quota non soltanto potresti uscire dalla nebbia ma avrai la vegetazione che sarà molto utile per orientarti e tornare a casa. Se il whiteout ti sorprende in alta montagna o su ghiacciaio, procedere lentamente e con prudenza è l’unica strategia possibile. Portare con se una mappa cartacea con una bussola è consigliato ancora oggi il GPS potrebbe scaricarsi e il cellulare non sempre funziona in questi casi, ecco perché è importante saper leggere una cartina (scopri come fare QUI).
