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Alessio Meda: “Gli sport invernali non sono in calo. I numeri oggi raccontano altro”

Alfredo Tradati, SS25 Scritto il
da Alfredo Tradati

In occasione di Prowinter, abbiamo incontrato Alessio Meda, General Manager di Rossignol Italia e Presidente del Pool Sci Italia.
Con lui abbiamo fatto il punto sullo stato di salute degli sport invernali, andando oltre i luoghi comuni e leggendo i numeri reali del settore: dall’andamento dello sci alpino al rapporto con le nuove generazioni, dal ruolo della tecnologia alle responsabilità dei grandi marchi nel preservare cultura e passione per la montagna.

Un confronto diretto, concreto, pensato per chi lo sport invernale lo vive davvero, sulla neve e fuori dalle piste.

Alessio Meda, GM Rossignol e Presidente Pool Sci Italia.
Alessio Meda, GM Rossignol e Presidente Pool Sci Italia.

Alessio, dal tuo doppio ruolo come descrivi oggi lo stato di salute degli sport invernali?

Sinceramente può sembrare che gli sport invernali siano in calo, ma in realtà i numeri in questo momento dicono il contrario. Le stazioni sono piene, c’è un aumento del turismo e dei passaggi in tutte le località. Direi quindi che lo stato di salute è molto buono quest’anno, nonostante la scarsità di neve, che ormai è una condizione con cui conviviamo da qualche tempo, probabilmente legata a questioni climatiche. Il freddo, però, ci sta permettendo di lavorare molto bene e di regalare ai consumatori un’esperienza di sci molto positiva.


Si dice che i giovani si stiano allontanando dallo sci. È davvero così?

Le nuove generazioni stanno cambiando in generale, non è solo una questione legata allo sci. Usano un linguaggio diverso, che spesso noi facciamo fatica a capire. È vero che lo sci agonistico richiede un impegno molto importante, anche dal punto di vista economico per le famiglie, e quindi forse c’è un po’ meno partecipazione rispetto al passato.

Detto questo, chi pratica lo sci lo fa in maniera molto attiva. E per quanto riguarda lo sci ludico, i giovani che vanno sulle piste si divertono. Anzi, ultimamente vediamo anche un aumento di giovani che stanno riscoprendo lo sci e che stanno tornando in montagna. Questo è sicuramente un segnale positivo.


Dal punto di vista del Pool Sci Italia, quanto incide il cambiamento climatico sulle scelte future?

Il cambiamento climatico, che se ne voglia dire, è un dato di fatto che stiamo registrando stagione dopo stagione, soprattutto osservando i livelli di innevamento. Però va anche detto che la tecnologia oggi ci sta aiutando molto.

Negli ultimi anni si riesce comunque a vivere giornate di sci fantastiche e a godere della montagna in tanti modi diversi. Chi va in montagna oggi può vivere una bellissima esperienza, e come Pool Sci siamo convinti di continuare a supportare l’attività di promozione dello sci, perché la tecnologia permette di sciare anche in assenza di neve naturale, grazie all’innevamento programmato.


Quanto contano oggi test, eventi e community rispetto alla comunicazione tradizionale?

I test sono fondamentali per gli appassionati. Scoprire e provare nuovi materiali è qualcosa di molto importante. Nei nostri tour vediamo sempre più partecipazione e stiamo cercando di implementare ulteriormente queste attività, anche in collaborazione con la Federazione.

L’idea è portare maestri di sci e istruttori nazionali ad accompagnare i consumatori durante i test, spiegando il materiale e aiutandoli a capirlo fino in fondo. Questo è uno strumento eccezionale.

La pubblicità tradizionale, invece, vive un momento difficile. Il contesto economico globale, i social network, la velocità con cui oggi si consuma comunicazione rendono l’impatto della pubblicità classica molto inferiore rispetto a dieci anni fa. Serve comunicare in modo diverso, perché il classico advertising non è più sufficiente.


Dal punto di vista di Rossignol, il prodotto tecnico sta diventando più accessibile?

Sì, sicuramente. Le nostre gamme sono ampie, e spesso veniamo anche rimproverati per questo. Ma avere gamme vaste permette agli sciatori di trovare lo sci più adatto al proprio livello e al tipo di esperienza che cercano.

Questo vale sia per sciatori meno esperti sia per sciatori molto esperti che, con l’età, cercano un attrezzo performante ma più alla loro portata. È per questo che le giornate di test sono fondamentali: permettono di provare prodotti diversi e capire quale sia davvero quello giusto. Oggi esistono sci per tutte le età e per tutti i livelli.


Sci e outdoor: ha ancora senso separarli?

Dal punto di vista del gruppo Rossignol, sempre meno. Oggi sci e outdoor possono essere considerati un unico mondo. A noi piace immaginare la montagna a 360 gradi, 365 giorni l’anno.

Chi va in montagna può sciare, camminare, praticare alpinismo, fondo, e poi d’estate continuare con le attività outdoor, dalle camminate alla bicicletta. Come gruppo interpretiamo la montagna come un ambiente da vivere tutto l’anno.


Che responsabilità hanno oggi i grandi marchi nel preservare la cultura dello sport invernale?

C’è una grande responsabilità. Probabilmente dobbiamo anche adeguarci di più e capire meglio come comunicare alle nuove generazioni. Siamo ancora molto legati a codici come l’agonismo e non abbiamo ancora trovato il modo giusto per spiegare davvero ai giovani come approcciarsi alla montagna.

Dovremmo farci qualche domanda in più e migliorare su questo fronte. Credo che l’ingresso delle nuove generazioni anche all’interno delle aziende ci aiuterà a fare questo passaggio.


Guardando ai prossimi dieci anni, come immagini il futuro dello sci in Italia?

In Italia c’è sicuramente bisogno di un maggiore intervento delle istituzioni e di un supporto più forte allo sviluppo delle comunità montane, dello sci e del turismo di montagna. Abbiamo un potenziale enorme: le Alpi attraversano il Paese da est a ovest, eppure il mercato dello sci è meno sviluppato rispetto a Paesi come Francia e Austria.

Le capacità però non ci mancano. Anche in stagioni con poca neve abbiamo dimostrato che si può sciare bene e divertirsi. Dobbiamo solo continuare a investire e implementare. Sono convinto che tra dieci anni potremmo trovarci di fronte a un mercato in controtendenza, con ancora molto spazio per crescere.


Nota redazionale

Intervista realizzata a Bolzano. Testo ricavato da trascrizione integrale dell’incontro e rielaborato esclusivamente a fini di chiarezza editoriale, senza alterazioni di contenuto.

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