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“Oro bianco” attraverso i cantieri di Milano-Cortina 2026

Il docu-film mette in luce problematiche e perplessità delle opere incontrate lungo il percorso Milano-Cortina, una delicata e doverosa riflessione su quanto è stato fatto e sul futuro di grandi eventi come i Giochi Olimpici

Scritto il
da Luca Tessore
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Tra il 22 e il 28 settembre 2025 Filippo Canetta, fondatore e CEO di Wild Tee, ha percorso la distanza tra Milano e Cortina utilizzando solo le proprie gambe. Un viaggio di 570 km e 16.074 m di dislivello positivo, durato 59 ore di movimento. Mentre collegava tutti i luoghi che ospiteranno i prossimi Giochi Olimpici Invernali.

Il team ha raccolto il maggior numero possibile di testimonianze dalla popolazione locale, nel tentativo di comprendere i preparativi in corso di un evento colossale in un ambiente complesso e fragile.

Filippo Canetta corre a fianco della pista da bob di Cortina
Filippo Canetta corre a fianco della pista da bob di Cortina. Probabilmente l’ultima ad essere costruita da zero secondo quanto dichiarato dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale)_Ph Giorgia Archetti
Intervista a Filippo Canetta, CEO e fondatore di Wild Tee

Quando ti sei accorto che il progetto iniziale doveva raccontare quello che pochi ci racconteranno di queste Olimpiadi?

Questo progetto è nato inizialmente come “sfidasportiva, correndo principalmente ultra distanze mi sembrava anche simpatico andare a colmare il trattino tra Milano e Cortina a piedi.

Velocemente però ci siamo resi conto che poteva essere una preziosa occasione per fare qualcosa di più che il semplice Film di Corsa dal tono epico, come ce ne sono ormai tanti.

Wild Tee, il brand che ho fondato nel 2016, cerca da sempre di essere vicino a tematiche ambientali e sociali, nel suo piccolo. Quindi, abbiamo voluto usare la mia corsa come strumento di divulgazione, senza preconcetti o idee scritte nella pietra; sono partito cercando di informarmi il meno possibile sui lavori in corso, in modo che potessi vivere la cosa nel modo più naturale possibile.

Per fare tutto questo, però, era fondamentale che con me ci fosse un team eccezionale: dalla realizzazione alla cura del progetto e dei suoi output: Docu-Film, Fanzine Fotografica, eccetera. Sicuramente loro si sono immersi più a fondo sin da subito su temi difficili da affrontare, anche se poi ne ho avuto ben occasione anch’io durante le quasi 60 ore in movimento che ci sono volute per arrivare a Cortina.

Filippo Canetta
Filippo Canetta si sistema lo zaino all’alba prima di iniziare il suo tour_Ph Giorgia Archetti

Durante il tuo cammino cosa ti ha colpito di più?

Durante il tragitto la cosa che alla fine mi è rimasta di più è stata la mancanza di silenzio e solitudine, che solitamente in montagna si va a cercare. Erano quotidiane le situazioni in cui dovevo schiacciarmi contro la montagna per far passare camion e mezzi pesanti.

cantieri Milano Cortina 2026
I cantieri comportano spesso squilibri nel suolo, specie in territori fragili e delicati come quelli alpini_Ph Giorgia Archetti

Dal 6 febbraio tutto sarà offuscato da luci e tifo dei Giochi Olimpici, ci puoi dire qualche numero di quello che ha costato a livello ambientale il gestire l’evento in questo modo?

Non è nostro compito parlare di numeri perché preferiamo lasciarlo fare agli esperti e a chi fa un lavoro vero e proprio di denuncia. Il nostro obiettivo era leggermente diverso: cercare di trovare una chiave e un tono delicato che potesse risuonare con chiunque per aumentare la sensibilità e la consapevolezza su quello che sta succedendo.

Cantieri Milano Cortina 2026
Le Alpi sono un territorio complesso e fragile, ogni intervento richiede valutazione e lungimiranza prima di essere realizzato_Ph Giorgia Archetti

 

Anch’io mi sono messo molto in gioco, e ho capito, con questo viaggio, che il modello di business della montagna veloce e accessibile non lo voglio.

Nonostante io sia uno di quelli che in montagna ci va partendo proprio da una grande città come Milano, ho capito che con il cambiamento climatico in atto questo non è più sostenibile. Purtroppo sembra che l’uomo vorrà continuare a spremere quanto più “valore” possibile da questi ambienti, andando anche contro ciò che la montagna riesce ormai ad offrire.
Un tema chiave a riguardo è quello dell’innevamento artificiale su cui consiglio tutti di informarsi e studiare. Tutti noi non immaginavamo come funzionasse l’intera catena di approvvigionamento, distribuzione e costruzione degli impianti necessari per la neve artificiale (n.d.a. ne abbiamo parlato qui).

Filippo Canetta Milano Cortina
Filippo Canetta corre vicino a una flotta di cannoni sparaneve_Ph Giorgia Archetti

Durante il documentario ci sono numerosi interventi di persone che vivono quei luoghi. Senza anticipare nulla di più, puoi riassumere un pensiero comune che hai riscontrato?

Una grande gioia di questo progetto è stato proprio il contatto con la popolazione locale. Abbiamo avuto modo di ascoltare, e parlare davvero con chiunque: dagli abitanti, agli attivisti, ai consiglieri comunali, ai ricercatori e così via. Non potevano essere più contenti di avere la possibilità di raccontare le loro storie e preziosissime testimonianze. Un tema che ci hanno ribadito tutti, davvero tutti, è stato il mancato coinvolgimento della popolazione locale nelle decisioni, ma anche e soprattutto nell’informazione su cose di base come località/tempistiche di cantieri e limitazioni alle loro attività e servizi.

Guarda il Film completo “Oro Bianco” – da Milano a Cortina di corsa | Wild Tee®

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